Phishing: finalmente la prima condanna in Italia

17 10 2007

Prima condanna in Italia per un raggiro informatico ai danni di CartaSi. Il condannato ha effettuato pagamenti online illeciti per un totale di 800 euro…

VARESE - Si tratta di un giovane impiegato di 23 anni, residente a Varese, Giuseppe F., il primo condannato per phishing (la truffa informatica grazie alla quale vengono carpiti online dati telematici relativi, tra l’altro, a carte di credito). Lunedì scorso, il gup di Milano, Caterina Interlandi, ha pronunciato nei suoi confronti il verdetto di due anni e otto mesi di reclusione, oltre a mille euro di multa e al risarcimento di diecimila euro per danni di immagine a favore di CartaSi.

ACQUISTI ILLECITI PER 800 EURO - Quest’ultima aveva dato l’avvio all’indagine con un esposto-denuncia alla Procura del capoluogo lombardo nella primavera dell’anno scorso. Il giovane condannato si sarebbe appropriato dei codici di carte di credito e avrebbe poi effettuato acquisti grazie a queste ultime su internet per una somma complessiva di 800 euro.

«L’HO FATTO PER SCHERZO» - Secondo la ricostruzione del pm, l’impiegato condannato, appassionato di informatica, acquistava pacchetti di sms che spediva da un sito internet a ipotetici titolari di carte di credito, con mittente CartaSi e il seguente testo: «Chiami il numero 02/xxx di Servizi Interbancari per verificare la transazione con la sua carta di credito, al fine di verificare usi fraudolenti». In questo modo, gli utenti erano indotti a rendere noti a Giuseppe F. i dati relativi alla carta di credito da loro utilizzata. «L’ho fatto per scherzo - ha detto l’imputato al giudice - non pensavo che avrebbero abboccato così in tanti».

Fonti: Musicalia.it & Corriere.it


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2 risposte a “Phishing: finalmente la prima condanna in Italia”

18 10 2007
fraudolento (09:29:03) :

Ma secondo me non è da prendersela tanto con chi ha effettuato la truffa.. ma con quei c*** che ci sono caduti no?

18 10 2007
raffaelebonito (19:29:29) :

A dire il vero non sono d’accordo con te. NEMMENO UN POCO!
Essere ingenui è un diritto (nessuno nasce “imparato”), mentre essere onesti E’ UN DOVERE!
Il tizio condannato, tale Giuseppe F, ha dichiarato addirittura di aver organizzato il tutto per scherzo…Intanto i soldi li ha spesi. Ad aggravare il tutto c’è stato il fatto che abbia pianificato ed organizzato la truffa piuttosto bene o quanto meno in maniera credibile, tanto è vero che più di una persona è stata “pescata”.
Morale della favola, personalmente spero che questo sia solo un buon inizio e che le cose, più si andrà avanti e più miglioreranno in tale senso, sia con un’informazione ancora più efficiente, sia con una Magistratura più inflessibile e severa.
Diverso sarebbe stato, a parer mio, se il tizio (Giuseppe F.) avesse sì organizzato il tutto col fine di procurarsi questi dati e poi avesse avvertito chi di dovere, ad esempio le Banche presso le quali gli utenti truffati avevano i vari conti, consigliando loro di sensibilizzare di più i propri clienti, poichè con poche chiacchiere telefoniche Giuseppe F. era riuscito ad avere tutti i dati sufficienti per poter spendere i loro soldi.
A questo punto penso proprio che la versione dello scherzo avrebbe avuto maggiore credibilità se non addirittura un’utilità.

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