Prima condanna in Italia per un raggiro informatico ai danni di CartaSi. Il condannato ha effettuato pagamenti online illeciti per un totale di 800 euro…
VARESE – Si tratta di un giovane impiegato di 23 anni, residente a Varese, Giuseppe F., il primo condannato per phishing (la truffa informatica grazie alla quale vengono carpiti online dati telematici relativi, tra l’altro, a carte di credito). Lunedì scorso, il gup di Milano, Caterina Interlandi, ha pronunciato nei suoi confronti il verdetto di due anni e otto mesi di reclusione, oltre a mille euro di multa e al risarcimento di diecimila euro per danni di immagine a favore di CartaSi.
ACQUISTI ILLECITI PER 800 EURO – Quest’ultima aveva dato l’avvio all’indagine con un esposto-denuncia alla Procura del capoluogo lombardo nella primavera dell’anno scorso. Il giovane condannato si sarebbe appropriato dei codici di carte di credito e avrebbe poi effettuato acquisti grazie a queste ultime su internet per una somma complessiva di 800 euro.
«L’HO FATTO PER SCHERZO» – Secondo la ricostruzione del pm, l’impiegato condannato, appassionato di informatica, acquistava pacchetti di sms che spediva da un sito internet a ipotetici titolari di carte di credito, con mittente CartaSi e il seguente testo: «Chiami il numero 02/xxx di Servizi Interbancari per verificare la transazione con la sua carta di credito, al fine di verificare usi fraudolenti». In questo modo, gli utenti erano indotti a rendere noti a Giuseppe F. i dati relativi alla carta di credito da loro utilizzata. «L’ho fatto per scherzo – ha detto l’imputato al giudice – non pensavo che avrebbero abboccato così in tanti».
Fonti: Musicalia.it & Corriere.it
Ma secondo me non è da prendersela tanto con chi ha effettuato la truffa.. ma con quei c*** che ci sono caduti no?
A dire il vero non sono d’accordo con te. NEMMENO UN POCO!
Essere ingenui è un diritto (nessuno nasce “imparato”), mentre essere onesti E’ UN DOVERE!
Il tizio condannato, tale Giuseppe F, ha dichiarato addirittura di aver organizzato il tutto per scherzo…Intanto i soldi li ha spesi. Ad aggravare il tutto c’è stato il fatto che abbia pianificato ed organizzato la truffa piuttosto bene o quanto meno in maniera credibile, tanto è vero che più di una persona è stata “pescata”.
Morale della favola, personalmente spero che questo sia solo un buon inizio e che le cose, più si andrà avanti e più miglioreranno in tale senso, sia con un’informazione ancora più efficiente, sia con una Magistratura più inflessibile e severa.
Diverso sarebbe stato, a parer mio, se il tizio (Giuseppe F.) avesse sì organizzato il tutto col fine di procurarsi questi dati e poi avesse avvertito chi di dovere, ad esempio le Banche presso le quali gli utenti truffati avevano i vari conti, consigliando loro di sensibilizzare di più i propri clienti, poichè con poche chiacchiere telefoniche Giuseppe F. era riuscito ad avere tutti i dati sufficienti per poter spendere i loro soldi.
A questo punto penso proprio che la versione dello scherzo avrebbe avuto maggiore credibilità se non addirittura un’utilità.